Nell’ormai lontano 1998 nacque, un po’ per gioco, un gruppo il cui nome fu il frutto di una scelta casuale da parte di un computer che, per sbaglio, aggiunse al nome la media della somma degli anni di nascita dei suoi componenti: il risultato fu Eiffel 65.
Il trio aveva già collaborato in molti progetti degli anni ’90 (come Da Blitz e Bliss Team) ed era formato da Gabry Ponte, Maury Lobina e Jeffrey Jey.
Con la nascita del gruppo ci fu subito l’uscita del loro primo brano da titolo “Blue (Da Ba Dee)”, di cui però gli Eiffel 65 non erano molto soddisfatti, infatti il pezzo, inizialmente, non riscosse molto successo.
Dopo circa cinque mesi, però, la canzone venne recuperata dalla radio locale DiscoRadio, che iniziò a far conoscere il gruppo a tutto il nord Italia.
Il passaggio dal nord al resto del Paese è veloce, ma ancora di più è quello dall’Italia al resto del mondo. Nel giro di un’anno gli Eiffel 65 raggiungono la notorietà, così da permettere l’uscita dell’album “Europop”, in cui sono presenti altre due hit di fama internazionale come “Move Your Body” e “Too Much of Heaven”.
Segue un periodo di tourneè negli Stati Uniti e un nuovo album, dal titolo “Contact!”, contenente altri grandi successi, come “Lucky (in my life)” e “Cosa resterà(In a song)”.
Gli Eiffel 65 ormai hanno ottenuto molto dalla musica, ma ,non contenti, decidono di partecipare al festival di Sanremo con la canzone “Quelli che non hanno età”. L’impresa non fu delle migliori e si qualificarono al 15° posto, ma il disco risulterà il più venduto tra tutti i brani presentati alla manifestazione.
Nel 2003 viene pubblicato il terzo album del gruppo intitolato “Eiffel 65″, in questo disco sono presenti brani molto più melodici, attribuibili al genere pop\elettronico.
All’interno del CD possiamo trovare gli ultimi successi del trio: “Viaggia Insieme a me”, “Una notte e forse mai più”, “Voglia di Dance All Night” (da cui mi sono ispirato per il nome di questo blog) e “Tu credi”.
Nel 2005 Gabry Ponte decide di abbandonare il progetto per portare avanti la carriera da solista. Infatti dal 2001 aveva incominciato a farsi conoscere, non solo come componente degli Eiffel 65, con successi come “Time to Rock”, “Got to Get”, “Geordie (rifacimento della ballata inglese, ripresa già da De Andrè) e “The Man in the Moon”.
Senza più un componente del gruppo gli Eiffel 65, un anno dopo, decidono di cambiare nome, diventando i Bloom 06. Questo nuovo gruppo abbandona molto le sonorità Dance per dedicarsi alla musica elettronica.
Così si conclude la storia degli Eiffel 65, anche se si vocifera un possibile ritorno, in futuro, per la realizzazione di un Best of del gruppo.


Nell’intero panorama Dance anni ’90 c’è un artista che spicca su tutti, non magari per il singolo successo, ma per la sua carriera nel complesso. Naturalmente sto parlando di Gigi D’Agostino.
Nel panorama della Dance anni ’90 esistono molti gruppi o artisti che riescono ad ottenere successo per la loro originalità, uno di questi è la band Safri Duo, composta da Uffe Savery e Morten Friis.
Un tempo gli sciamani indiani usavano una pianta allucinogena per i loro viaggi spirituali chiamata Datura. Negli anni ’90 questa parola assume un nuovo significato, infatti sarà anche il nome di un gruppo Dance formato da Ciro Pagano e Stefano Mazzavillani.
Nella musica Dance è fondamentale riuscire a trasmettere energia, per questo in molte discoteche è importante il ruolo del vocalist che movimenta la folla. C’è un gruppo nato in Germania nel 1994 che decise di portare quest’arte direttamente all’interno delle proprie canzoni.
Lo stile Bubblepop è un particalare sottogenere della musica Europop, pop prodotto in Europa caratterizzato da un ritmo calzante e orecchiabile, semplici canzoni e testi poco profondi.
Il genere Dream è un sottogenere della Trance nato nel 1995.
Maurizio Molella potrebbe essere considerato il re Mida della Dance dato che tutto ciò che tocca riscuote successo.